Targa prova: cosa si rischia per circolare senza?

Sinistri stradali

Targa prova: cosa si rischia per circolare senza?

4 Novembre 2022 | Autore: Carlos Arija Garcia
 
Il mancato utilizzo può determinare una sanzione per l’utilizzo di un veicolo privo di assicurazione. Ecco la multa da pagare.
 

La targa prova è uno strumento di identificazione di un veicolo che circola su strada per particolari esigenze, come un collaudo o una dimostrazione. 

Il suo rilascio avviene dietro apposita richiesta ma solo a determinati soggetti che vedremo tra poco. Il suo utilizzo è fondamentale soprattutto ai fini assicurativi, come ha confermato una recente ordinanza della Cassazione.

Non va trascurato, dunque, l’uso della targa prova: cosa si rischia a circolare senza? E su quali veicoli può essere apposta?

Il decreto Infrastrutture approvato nel 2021 ha fatto chiarezza sulle auto che possono portare questo tipo di targa. 

Prima dell’entrata in vigore di questo provvedimento, infatti, la Suprema Corte aveva sostenuto che non poteva essere utilizzata su veicoli già immatricolati.

Il decreto Infrastrutture ha segnato una svolta da questo punto di vista: oggi, questa targa può essere utilizzata anche su veicoli già immatricolati ad uno degli scopi che elenchiamo tra un istante.

Vediamo tutto ciò che c’è da sapere sulla targa prova.

Indice

  • 1 Targa prova: a chi viene rilasciata?
  • 2 Targa prova: per che cosa può essere utilizzata?
  • 3 Cosa rischia chi non ha la targa prova?

Targa prova: a chi viene rilasciata?

Come anticipato, la targa prova viene rilasciata dietro richiesta degli interessati, che possono essere:

  • aziende costruttrici di veicoli a motore;
  • concessionari, rappresentanti, agenti di vendita e commissionari legati alle aziende costruttrici;
  • commercianti autorizzati che trattano la cessione di veicoli con o senza rapporti diretti con l’azienda costruttrice;
  • aziende che si occupano del trasferimento dei veicoli non ancora immatricolati da o verso le aree destinate allo stoccaggio per spostamenti non superiori a 100 km;
  • enti pubblici e università che effettuano sperimentazioni su vetture e mezzi di trasporto;
  • aziende che realizzano telai e pneumatici;
  • aziende impegnate nell’elaborazione di particolari dispositivi destinati all’equipaggiamento dei veicoli a motore, nel caso in cui l’applicazione di queste soluzioni imponga l’aggiornamento della carta di circolazione;
  • titolari delle officine di autoriparazione o loro delegati.

La richiesta della targa prova deve essere fatta alla Motorizzazione civile in questo modo:

  • occorre ottenere l’attestazione di iscrizione del richiedente al Registro delle imprese oppure presentare la relativa autodichiarazione;
  • effettuare il pagamento attraverso i bollettini forniti dalla Motorizzazione di una somma complessiva pari a 60,57 euro;
  • compilare la domanda sul modello TT2119 e presentarla alla sede provinciale della Motorizzazione competente per territorio.
 

La targa prova è valida per un anno sul territorio italiano ed anche in Austria, Germania e nella Repubblica di San Marino.

Targa prova: per che cosa può essere utilizzata?

La targa prova ha un aspetto quadrato e non rettangolare come quelle installate sui veicoli immatricolati. Ha un fondo bianco, due caratteri alfanumerici che precedono la lettera «P» e altri cinque caratteri alfanumerici.

Di norma, la targa prova può essere utilizzata in caso di;

  • allestimento del veicolo;
  • collaudo;
  • prove tecniche sperimentali;
  • dimostrazioni al potenziale cliente o a scopo pubblicitario;
  • questioni legate alla vendita;
  • trasferimenti.

Deve essere posizionata sul retro del veicolo. Il suo uso improprio viene sanzionato con una multa da 87 a 344 euro. 

La sanzione scatta quando la targa prova viene utilizzata per circolare con altri scopi rispetto a quelli ammessi della legge o quando viene apposta su un veicolo guidato da un soggetto diverso dal suo proprietario o da un suo delegato.

Cosa rischia chi non ha la targa prova?

Per circolare per uno degli scopi sopra indicati è obbligatorio essere dotati della targa prova, soprattutto ai fini assicurativi.

C’è da premettere che il Codice dele assicurazioni prevede l’obbligo di avere la polizza sulla responsabilità civile, cioè la Rc auto, anche sul veicolo dotato di targa prova. 

La polizza deve essere sottoscritta da chi ha richiesto alla Motorizzazione l’autorizzazione per l’uso della targa e non dal proprietario del veicolo.

Una recente ordinanza della Cassazione [1], leggibile in fondo a questo articolo, ha stabilito che chi non espone la targa prova durante la circolazione è passibile di sanzione per omessa copertura assicurativa.

Basta, secondo i giudici di legittimità, non esporre la targa prova per considerare che il veicolo non rispetta la copertura assicurativa obbligatoria, cioè la Rc auto. 

Secondo la Cassazione, infatti, la circolazione senza questo strumento di identificazione «non permette di accertare che quello specifico veicolo, in quello specifico contesto temporale, circoli munito di una specifica ‘targa prova’ coperta da una specifica polizza assicurativa».

L’autorizzazione all’uso della targa prova, aggiunge la Suprema Corte, è utilizzabile per la circolazione di un solo veicolo per volta e deve essere tenuta a bordo dello stesso veicolo. 

Significa che la mancanza del documento di autorizzazione e della targa stessa integra gli estremi della «illecita circolazione con veicolo privo della relativa carta e privo della copertura assicurativa».

note

[1] Cass. sent. n. 32174/2022 del 02.11.2022.

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